Nell’ultimo osservatorio dell’INPS sul monitoraggio dei flussi del pensionamento (primo trimestre 2026), si osserva nettamente il persistere del diverso trattamento pensionistico tra donne e uomini.

Le lavoratrici vengono penalizzate da carriere lavorative più brevi e discontinue, che comportano retribuzioni inferiori e minori contributi versati, determinando assegni pensionistici di importo inferiore. Pesa inoltre la maggiore incidenza delle pensioni ai superstiti, tipicamente erogate a donne.

Dai dati si osserva che la distanza uomini-donne vale 474 euro e il divario tra i nuovi assegni nel 2026 è di 74 euro al mese in più rispetto al 2025.

Percentualmente, le pensioni liquidate alle donne nel primo trimestre si collocano circa al 31% sotto quelle degli uomini.

Il trend che si conferma è quindi un crescente divario di genere tra gli importi dei trattamenti erogati.

L’INPS invita in ogni caso a leggere con prudenza il confronto tra i dati del 2025 e quelli del primo trimestre 2026. Le 880.139 pensioni con decorrenza nel 2025 includono anche liquidazioni erogate dopo la fine dell’anno, fino al 2 aprile 2026 (data di pubblicazione del report), mentre le 211.524 del primo trimestre 2026 comprendono solo le pratiche chiuse entro la stessa data con decorrenza entro marzo.

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