Preoccupazione e incertezze caratterizzano la riapertura, da parte del Gestore dei Servizi Energetici, del portale dedicato al Conto Termico 3.0, dopo la chiusura cautelativa disposta lo scorso 3 marzo a seguito dell’elevato numero di richieste pervenute.
La riattivazione riguarda esclusivamente la procedura di accesso diretto agli incentivi. Le imprese possono quindi tornare a presentare le domande relative agli interventi ammissibili secondo le modalità già in uso.
Resta invece sospesa la procedura di accesso tramite prenotazione, riservata alle pubbliche amministrazioni. Proprio questo canale ha determinato il blocco del portale, a causa di un overbooking di richieste, in particolare da parte dei Comuni con meno di 15.000 abitanti, per i quali è previsto un incentivo fino al 100%.
È tuttora in corso da parte del GSE la verifica puntuale delle domande già presentate, attività che richiederà tempi più lunghi prima di una piena normalizzazione del sistema.
Alla luce di questo scenario, si invita a procedere con attenzione nella presentazione delle nuove richieste, monitorando eventuali ulteriori aggiornamenti operativi.
La CNA esprime preoccupazione per la rimodulazione delle risorse del Conto Termico per il 2026 disposta dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il provvedimento mantiene invariato il tetto complessivo di 900 milioni di euro ma modifica la distribuzione delle risorse, trasferendo 50 milioni dalla componente destinata ai privati (da 500 a 450 milioni) alla Pubblica Amministrazione.
La decisione arriva in un contesto già complicato, caratterizzato da elevata domanda, chiusura temporanea del portale GSE e continui interventi correttivi, un quadro che rischia di generare forti incertezze e compromettere la fiducia degli operatori.
Secondo la CNA è essenziale la stabilità complessiva degli strumenti di incentivazione. Regole che cambiano frequentemente e risorse che vengono riorientate in corso d’opera rendono difficile per famiglie e imprese programmare gli investimenti con l’effetto di frenare e bloccare il mercato privato.












































































































































































































































































































































































































