Nel numero speciale della newsletter dell’8 marzo 2025, abbiamo invitato le donne che hanno responsabilità di gestione nelle aziende a compilare un breve questionario anonimo di auto-analisi del proprio livello di consapevolezza finanziaria, curato in collaborazione con la dott.ssa Laura Facchin, educatrice AIEF e consulente finanziaria certificata EFA, European Financial Advisor.
In questo 25 novembre, abbiamo voluto tentare una sintesi e alcune riflessioni sui dati raccolti attraverso la nostra indagine.
In primis, proviamo a tracciare una fotografia dei risultati sotto il profilo quantitativo. Il questionario è stato compilato da 39 donne. Di queste, circa il 60% è titolare, legale rappresentante o socia di un’azienda, il 30% circa è una libera professionista e il 10% è formato da collaboratrici familiari. L’età anagrafica di questo campione di intervistate è equamente distribuito: un terzo di loro è compreso tra i 18 e i 34 anni, un terzo tra i 35 e i 44 anni e un terzo tra i 45 e i 55 anni. L’anzianità lavorativa che rileviamo è consequenziale e coerente con questa ripartizione delle età. Il titolo di studio prevalente è il diploma superiore, che troviamo nel 57% dei casi, seguito da laurea o postlaurea, il 30%, e infine da un 13% in possesso della sola licenza media. Una donna su tre del campione è laureata, confermando i dati nazionali, che ci vedono ben al di sotto della percentuale media di laureati negli altri Paesi europei. Va però detto, per inciso, che, ormai da trent’anni, le donne laureate hanno superato i laureati maschi ogni anno e il divario si è ampliato sempre più nel corso del tempo.
Venendo al tema centrale dell’indagine, ovvero la consapevolezza finanziaria, il 75% delle intervistate definisce ‘tranquillo’ o addirittura ‘virtuoso’ il suo stile di gestione finanziaria. Si registra, però, un rilevante 25% di donne, una su quattro nel campione, tutte di età superiore ai 35 anni, che definisce il suo stile finanziario a rischio o con ‘qualche sgarro’. A questo si affianca il dato che si trae dalle risposte alla domanda su quanto sia sicura la conoscenza delle intervistate in materia finanziaria. Nonostante le intervistate siano quasi tutte concordi sulla fondamentale importanza dell’educazione finanziaria per il benessere personale e il successo professionale delle donne, il 54% di loro, più della metà, risponde di sapere poco o nulla dei concetti finanziari. Questa percentuale sostanzialmente conferma quanto rilevato dalla ricerca Kruk–Ipsos, citata in un altro articolo di questa newsletter, secondo cui il 64% delle donne dichiara di sentirsi poco o per nulla preparata sul piano finanziario, contro il 45% degli uomini. Ritornando alla nostra indagine, fa riflettere l’evidenza che otteniamo incrociando i dati sulle conoscenze in materia finanziaria con quelli che rilevano, invece, quale sia il grado di sicurezza che le intervistate dichiarano di avere nella gestione delle loro finanze personali. Nonostante oltre metà delle donne coinvolte nell’indagine dichiari di avere scarsa o nulla conoscenza dei concetti finanziari, il 75% di loro si sente però sicura nella gestione finanziaria. Approfondendo questa incongruenza, scopriamo che 11 donne su 39 affermano di sentirsi sicure nella gestione finanziaria ma allo stesso tempo dichiarano di averne poca o nessuna conoscenza teorica. Un altro dato analogamente preoccupante è quello che rileva l’esistenza o meno di un piano finanziario definito nell’attività d’impresa delle intervistate (budget, monitoraggio e previsione dei flussi di cassa, investimenti, gestione dei debiti e crediti). Un terzo delle donne coinvolte risponde di non avere un piano finanziario, metà di loro dichiara di avere solo un piano parziale e soltanto una su cinque afferma di avere un piano finanziario completo e dettagliato. Richieste le ragioni di queste mancanze, le intervistate rispondono che sono dovute soprattutto a mancanza di tempo o di competenze specifiche. Sulla stessa lunghezza d’onda si collocano anche due ulteriori risultanze emerse dall’indagine, secondo le quali oltre metà delle intervistate non conosce i rischi patrimoniali di una successione e il 77% di loro non ha mai elaborato una strategia di protezione patrimoniale contro i rischi cui è esposto, per l’attività d’impresa, il patrimonio personale. Questi dati mostrano fragilità, dal punto di vista finanziario, in una gran parte delle aziende coinvolte, che si rivelano tanto più vulnerabili se consideriamo che si tratta di aziende condotte da donne, costrette da un gender gap purtroppo ancora fortemente incisivo nella nostra società e nell’economia ad operare in una situazione di sostanziale disparità e accresciuta difficoltà.
Appare confortante in questo contesto rilevare quanto emerge da una delle domande poste nell’indagine, ovvero cosa serva alle donne per sentirsi più sicure nella gestione delle proprie finanze. Il 36% delle intervistate ritiene necessaria, per dare maggiore sicurezza finanziaria, una consulenza professionale da parte di esperti del settore finanziario e il 54% di loro identifica questa sicurezza in una maggiore formazione specifica sui temi finanziari. Sulla scorta di queste evidenze, dunque, riveste ancor più importanza il percorso formativo che APPIA CNA organizzerà nei mesi a venire, e che sarà dedicato proprio alla consapevolezza finanziaria.
Un altro importante tema su cui è stata incentrata l’indagine è la capacità di investimento, risparmio e previdenza. Ciò che è emerso può dirsi abbastanza rassicurante. E’ stato chiesto alle intervistate quale fosse la loro capacità di risparmio. Oltre l’80% di loro ha risposto affermando di avere una capacità medio-alta di risparmio. Solo 3 donne su 39 hanno dichiarato una bassa propensione al risparmio. Sugli investimenti, il 60% del campione ha risposto di sentirsi pronta a prendere decisioni sui propri investimenti, anche se preferibilmente con qualche consiglio o supporto. In ambito previdenziale, metà delle intervistate ha dichiarato di avere un piano pensionistico complementare, il 30% di loro ha intenzione di aderire a un piano pensionistico ma è ancora incerto su quale piano scegliere e il 20% del campione non ha un piano pensionistico complementare. Queste ultime sono equamente ripartite tra le diverse fasce d’età, il che significa che la scelta di adottare un piano pensionistico non è influenzata dall’età più o meno avanzata ma segue logiche diverse.
In modo trasversale rispetto a queste tematiche deve considerarsi una domanda dell’indagine che ha prodotto un dato molto interessante, ovvero la richiesta di scegliere la principale priorità finanziaria personale del momento. Le scelte delle intervistate sono state quasi equamente distribuite tra le cinque risposte possibili, ovvero l’assenza di priorità finanziarie e quattro priorità diverse, investire per il futuro, risparmiare per un acquisto importante, ripianare i debiti e creare un fondo di emergenza. La particolarità nasce incrociando una di queste risposte con l’anzianità lavorativa. Dai dati, infatti, si evidenzia che le nove donne che hanno indicato come priorità investire per il futuro hanno tutte un’anzianità lavorativa tra i dieci e i vent’anni, e un’età anagrafica consequenziale. Ciò significa che l’investimento per il futuro è percepito come esigenza prioritaria non dalle giovani donne, che pure hanno più incertezza e apertura sul futuro, ma da chi già da molti anni ha intrapreso il proprio percorso professionale. La ragione di questo comportamento sta probabilmente nella scarsa propensione dei giovani in generale a preoccuparsi per un futuro che non sia prossimo e vicino a loro.
Infine, ritornando alle disuguaglianze economiche di genere, che possono sfociare in violenza economica vera e propria, segnaliamo un dato che fa ben sperare, perché segna forse un’inversione di tendenza rispetto a uno dei fattori di rischio in quest’ambito. Il 90% delle donne intervistate ha dichiarato di sentirsi a proprio agio a parlare di denaro con il proprio partner o con i propri familiari. E, anche se forse questa percentuale meriterebbe maggiore approfondimento, il 70% di loro ha affermato che non ritiene che una donna incontri più ostacoli di un uomo in ambito finanziario.
























































































































































































































































































































































































































