Il Decreto Lavoro 62/2026 ha introdotto uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.

La certificazione, rilasciata da organismi accreditati, dura 36 mesi e definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.

La misura prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura. L’esonero è riconosciuto fino all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.

La certificazione conciliazione vita familiare-lavoro è importante per le imprese, perché può aiutarle a rendere le politiche di conciliazione parte integrante dei propri processi organizzativi, attraverso un sistema strutturato, verificabile e orientato al miglioramento continuo

Proprio per questo, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, hanno messo in campo un intervento da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di questa certificazione. L’intervento è stato reso operativo con la pubblicazione dell’avviso che regola le modalità di richiesta ed erogazione dei contributi.

La procedura di ammissione e gestione dei contributi è interamente digitalizzata. Il percorso per le imprese si articola in tre fasi.

Come primo step, l’impresa compila on-line un test di autovalutazione (pre-screening) per verificare il superamento del punteggio minimo richiesto e presenta la propria domanda tramite la piattaforma telematica ReStart.

Nella seconda fase l’azienda viene presa in carico da un esperto qualificato iscritto nell’Elenco Ufficiale dei Consulenti e riceve fino a 6 giornate di consulenza gratuita online per colmare i gap riscontrati e predisporre la documentazione.

Nell’ultima fase l’impresa esegue l’audit con un Organismo di Certificazione (OdC) accreditato. Al rilascio della certificazione, il contributo viene liquidato da Unioncamere, che è il soggetto attuatore, direttamente all’OdC, azzerando i costi vivi per l’impresa.

Il contributo massimo è parametrato al numero di addetti equivalenti e alle giornate di audit previste.

Inoltre, per favorire la continuità dei percorsi già avviati, è prevista una misura premiale per le imprese già in possesso della certificazione per la parità di genere o del Family Audit. A queste aziende viene riconosciuto un contributo aggiuntivo a copertura dei costi di sorveglianza necessari al mantenimento della certificazione.

Dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026, sarà attivo il pre-screening online nella pagina web dedicata, dove si possono anche reperire tutte le informazioni di dettaglio e la documentazione correlata. Le domande di contributo potranno essere presentate dalle imprese interessate a decorrere dal 21 settembre e fino alle ore 16:00 del 31/03/2027, salvo esaurimento delle risorse disponibili.

Altre news